“Atom Heart Mother – Tributo agli Inside Out” di Kevin Manuel Rubino

Atom Heart Mother – Inside Out (Palermo)

Tributo agli Inside Out, tribute band dei Pink Floyd

22 luglio 2018: gli Inside Out, nota tribute band siciliana dei Pink Floyd, hanno eseguito dal vivo la splendida suite Atom Heart Mother dei Pink Floyd. La serata era divisa in due parti: “Pink Floyd – Carmina Burana” con Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e Corpo di ballo del Teatro Massimo Palermo. Io mi soffermerò solamente sulla parte che mi compete di più: i Pink Floyd. Sono passati diversi giorni dal concerto, ma non ho potuto mettere per iscritto prima le mie riflessioni circa la serata di ottima musica.

Una volta, tanti anni fa, mi chiesi: «assisterò mai ad un’esecuzione live di Atom Heart Mother?». Grazie agli Inside Out, sì, ho assistito a tale evento. Possiamo senza dubbio dire che è stato un grandissimo evento? Grazie agli Inside Out, sì, ho assistito ad un grandissimo evento: suonare Money, Time&Co. è una cosa da tutti (anche se in pochi sono abili e precisi come gli Inside Out. Pochi al mondo, non solo a Palermo, in cui, a mio avviso, sono gli unici), ma suonare la suite Atom Heart Mother è tutt’altra cosa. E devo dire che il motivo per cui scrivo questo tributo agli Inside Out è che ho provato fastidio nel vedere sette minuti di applausi ai ballerini e un minuto scarso dedicato ai musicisti e ai coristi. Nella concezione odierna di musica, spesso e volentieri, ci si dimentica dei musicisti: si elogiano cantanti e ballerini, ma non si tributano abbastanza i musicisti. Non voglio assolutamente affermare che i ballerini non si siano meritati gli applausi prolungati, poiché comunque le coreografie di danza e le esecuzioni sono state un contorno azzeccato e coerente, ma ritengo comunque opportuno dare il mio piccolo contributo, elogiando gli Inside Out, che hanno fatto un lavoro impeccabile.

Io sono un floydiano doc, sono cresciuto veramente a pane e Pink Floyd – anche grazie all’enorme contributo di mio padre – e posso dire con una certa tranquillità che gli Inside Out sono una delle migliori tribute band, come ha affermato la stessa Durga McBroom durante il concerto con gli Inside Out al teatro Golden di Palermo. E parliamo di una corista che conosce bene i Floyd.

Ma chi sono gli Inside Out? Purtroppo non conosco la loro storia fin dall’inizio, non sarei infatti un ottimo biografo, ma ricordo abbastanza bene quando li vidi per la prima volta tre anni fa in quel che era lo Zsa Zsa: una serata di circa quattro ore di musica floydiana, in cui la band ha riproposto veramente di tutto e di più. Avevo assistito l’anno prima ad un’altra band tribute dei Floyd, ma ero rimasto parecchio deluso, eppure alla serata dello Zsa Zsa mi sono reso conto di avere davanti una tribute band unica ed eccezionale.

La band è composta da Joshua Ross (Voce e Chitarre), Nicolò Florio (Chitarre e Cori), Fulvio Signorino (Tastiere e Cori), Marcello Castellucci (Basso) e Mimmo Aiello (Batteria e Percussioni). Musicisti veri. Aggiungo inoltre che Joshua Ross e Marcello Castellucci fanno anche parte di un’altra fantastica formazione: gli Oberon, la tribute band dei Genesis (era Gabriel).

I Pink Floyd sono sempre stati un’entità divina per me ed è per questo motivo che i concerti di Waters e Gilmour hanno sempre assunto nelle mie percezioni una forma quasi mistica in cui non riesco mai a sentirmi in grado di partecipare in modo del tutto coinvolgente, tanta è la preoccupazione di non godere abbastanza del momento. Per fortuna, però, mi vengono in soccorso gli Inside Out, che sono degli esecutori in grado di emulare i suoni dei Floyd, grazie anche alla minuziosità di Nicolò Florio nel riprodurre i suoni gilmouriani, che, come lui sa bene, rappresentano quasi un culto per qualsiasi chitarrista amante dello Zio David. Se non lo sapesse, non sarebbe così valente e preparato; ed è grazie a loro che posso assistere alle canzoni dei Pink Floyd senza dovermi preoccupare di alcunché. Vuoi ascoltare i Pink Floyd live? Ok, perfetto, assisti ad un live degli Inside Out: sarà un viaggio magico.

Se poi aggiungiamo anche che gli Inside Out sono in grado di presentarti dal vivo Atom Heart Mother, posso anche osare affermando senza troppi problemi: BritFloyd chi? Australian Floyd? Macché: noi abbiamo gli Inside Out e non temiamo avversari. L’esecuzione di Atom Heart Mother è stata un magnifico viaggio di ventitré minuti in cui sono riuscito ad immaginarmi nel ’70 a Saint-Tropez mentre i Pink Floyd eseguono live questa suite, che purtroppo non avrà spazio nei seguenti live della band. Un’esecuzione pulitissima, eterea e impeccabile degli Inside Out, che avrebbe meritato dieci minuti di applausi. Novantadue. Voglio inoltre far presente che il contributo degli Inside Out ha permesso ciò che io auspico da anni: che i Pink Floyd vengano inseriti in un contesto “classico”, nel quale (non ho paura di dirlo e sono pronto a battagliare anche fisicamente) i Pink Floyd – e tanti altri – hanno un posto importante insieme ai grandi della musica, da Mozart a Beethoven. I Pink Floyd sono ormai classici e lo saranno ancora di più fra cent’anni; se prima si assisteva ai Floyd vestiti in modo popolare e, talvolta, anche non vestiti affatto, ora si può anche assistere ad un concerto di musica floydiana in giacca e cravatta e tailleur (finalmente ho scoperto come si scrive). Grazie agli Inside Out è nato questo primo esperimento riuscitissimo: primo a Palermo e uno dei primi al mondo.

Quindi: grazie.

Il testo è finito, pensavo di aver ancora qualcosa da dire.

Kevin Manuel Rubino, 03/08/2018

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