“Gli Incredibili 2” una recensione di Lorenzo Giancana

Di solito ho l’abitudine di recensire i bei film che vedo al cinema, e stasera non faccio eccezione. Tuttavia oggi il film è davvero speciale, perché si tratta degli Incredibili 2.
Era il lontano 2004 quando usciva nelle sale quello che è a mio modesto parere il miglior film d’animazione Pixar di sempre, e non sto a raccontarvi di quante volte da bambino e poi da ragazzo abbia visto e rivisto quel film. Gli Incredibili aveva tutto: dei personaggi unici e carismatici, un ritmo perfetto, una trama ricca e con delle evoluzioni sorprendenti, e una colonna sonora entusiasmante con brani che ricalcavano l’atmosfera particolare dei film di spionaggio anni ’60 (dove questa pellicola è ambientata seppur in una realtà piuttosto pittoresca, proprio come un fumetto di supereroi in stile Watchmen). Ma l’aspetto vincente degli Incredibili, di cui la Pixar ormai fa vanto, era la capacità di farsi apprezzare sia da grandi che piccini, con tempi comici azzeccatissimi che si alternavano a lunghe scene investigative dal tono assai più serio. In sostanza gli Incredibili aveva tutto quello che un giovane cinefilo come me potesse desiderare, e i suoi difetti si potevano veramente contare sulla punta delle dita.
Dopo quattordici anni, Brad Bird ci riprova con un sequel diretto del suo capolavoro, che si riallaccia al primo in maniera così immediata e dirompente che quella parentesi temporale sembra davvero svanire, e di colpo si è tutti più piccoli! L’azione infatti ritorna frenetica, e dopo un incipit dinamico guidato da una regia chiara e perfetta, il film incalza ancora portando subito il suo piatto forte: se nel primo capitolo la figura centrale era un nostalgico Mr Incredibile alle prese col suo desiderio di riscossa, stavolta i riflettori vengono puntati sulla carismatica Elastigirl, che si ritrova (non senza una certa soddisfazione) a combattere quella stessa battaglia che suo marito aveva intrapreso come una vera e propria crociata. Ed è qui che il film subito travolge il giurista che è in me introducendo, con grandissima finezza, un argomento insormontabile quale la giustizia della legge e la disobbedienza civile: ritrovare queste tematiche importanti così ben adattate in un cartone animato pensato per famiglie, è come scoprire un tesoro in fondo a una scatola di cereali, davvero chapeau!
La narrazione è spedita, il film non ha bisogno di presentazioni e si prende i suoi tempi per gestire al meglio ogni scena. Come nel primo, la famiglia di supereroi più amata del cinema torna a raccontarci i suoi drammi, i suoi sentimenti, con un Bob Parr che si misura con le difficoltà dell’essere genitore e scopre di non aver mai affrontato sfida più dura, e i suoi figli che lo accompagnano in un percorso quotidiano dove ognuno riscopre sé stesso. Il tutto culmina verso un finale in cui la famiglia si riunisce ancora una volta per “salvare la giornata” con un sorriso, e abbattere ogni pregiudizio sociale nello stesso modo in cui si prende a sberle un cattivone. Ma se questa formula si dimostra sempre vincente, non si può non sottolineare quello che è il difetto più evidente dell’intera pellicola, la stampella su cui questo film sgargiante tende a zoppicare: il cattivo. Intendiamoci, l’antagonista in sé non è mal pensato, anzi è perfetto per essere un cattivo da supereroi. Tuttavia è proprio questo suo essere stereotipo che lo rende debole e insoddisfacente, in quanto altri non è che un “more of the same” di Sindrome, il geniale e perverso supercattivo del primo film: la sua prevedibile banalità traspare dalla sensazione purtroppo onnipresente di “già visto”, che forse impedisce al film di fare quel passo in avanti che lo renderebbe sicuramente migliore del suo predecessore. In sostanza un buon antagonista con delle valide motivazioni, ma evoluto troppo all’ombra di un’idea già esplorata per essere davvero eccezionale.
A fare da collante alla vicenda è una componente comica che ha davvero dell’incredibile! Elemento preponderante stavolta non sono le solite frasette sceme da intrattenimento (tutto quello che dicono è esattamente ciò che ti aspetteresti da una famiglia normale), bensì delle espressioni facciali e dei siparietti esilaranti che strappano continuamente sorrisi dagli spettatori di ogni età: da questo punto di vista non si può non amare il piccolo Jack Jack, protagonista comico assoluto di tutto il film.
Tecnicamente con questa pellicola la Pixar raggiunge vette esorbitanti per i film d’animazione, con dettagli visivi maniacali ed effetti di luce ai limiti del fotorealismo; un enorme passo avanti rispetto al primo film lo si può riscontrare nelle animazioni facciali, che non hanno nulla da invidiare a dei veri attori in un live action. Non poteva mancare anche stavolta la magnifica colonna sonora composta da Michael Giacchino, con rivisitazioni stupende dei brani del film precedente riadattati con maestria alle nuove situazioni.
Voglio spendere una nota in particolare all’adattamento italiano: non ci sono grossi cambiamenti nel cast, ritornano voci familiari come Massimo Corvo (Siberius) e Amanda Lear (Edna Mode), ma una piacevole sorpresa è stata la sostituzione della voce di Elastigirl dalla bravissima Laura Morante ad un’eccellente Giò Giò Rapattoni (la stessa voce di Princess Carolyn nella serie BoJack Horseman); da notare anche un ruolo minore dell’atleta Bebe Vio per il personaggio di Voyd.
In conclusione, gli Incredibili 2 è un degno successore del primo film, di certo non qualcosa che quel capolavoro necessitava, ma che sicuramente riporta al cinema le stesse emozioni e lo stesso entusiasmo che la mani sapienti di Brad Bird hanno saputo regalarci quando eravamo bambini. Vorrei che tutti i film d’intrattenimento fossero così.
Voto: 8,5.

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