“Franco” di Enrico Palumbo

23 maggio 1915

 

La Grande Guerra… Ahi che guerra, che follia, che anni… Palermo è avvolta dalla primvera, profumo di salsedine risale il Càssaro e abbraccia ogni portone quasi fino alla Cattedrale. E nei quartieri di mare, quando il sole è ancora tenue, si vendono le creature di Poseidone.

 

Ricciole, sarde, pesce spada, come è beddu u pesce spada, come è beddu…

 

In questo giorno nasce a Palermo Franco, nel quartiere dell’Acquasanta, vicino il mare. E’ un bambino allegro e vivace, “Francuzzo” lo chiamano sua mamma e la nonna. Va a scuola e, come tutti i bambini, ama giocare a pallone.

 

Magari u signuruzzu turnassi picciriddu…

 

E come tutti i bambini non pensava a carte, conti e lire bucate, e ogni minuto che passava era buono per giocare, per correre e per babbiare

 

Ma che beddu stu picciriddu, manciataru e fimminaru…

 

Eh si signori, dovete sapere che Francuzzo giocava sempre con una bambina di nome Filomena… E ad essere sinceri… gli piaceva pure. Si rincorrevano sul molo dell’Acquasanta, e d’estate, quando la calura diventava insopportabile, facevano il bagno all’Addaura con tutti gli altri bambini.

 

Palemmo, Addaura, Acquasanta, casa mia…dove siete finiti?

 

23 maggio 1935

 

Che tempi, che anni bui…uomini folli, sete di potere, sete di comando. Grande inganno per mano di uomini senza scrupoli, senza umanità…

 

Franco percorre la via che sale al Monte, al Monte Pellegrino accompagnato dalla sua Filomena, è felice, ha 16 anni e vuole conquistare il mondo… il cuore della sua Filomena l’ha conquistato già.

 

Filomena non riesce a vedere l’orizzonte da sopra il Promontorio. Spera in cuor tuo che la foschia sia provvidenziale e che tu non veda il futuro. Meglio vivere giorno per giorno le gioie che ci vengono date, che pensare a quelle che potrebbero venire un giorno…

 

Franco e Filomena si vogliono bene, vogliono vivere insieme tutta la vita, costruire una famiglia. Franco vuole trovare un lavoro che possa aiutarlo a realizzare questo sogno. E il lavoro lo trova… ma chi è che gliel’ha procurato? Eh eh… non proprio brava gente. Franco è un bravo picciotto, l’amore per Filomena era al primo posto nella sua vita, ma adesso qualcos’altro si sta insinuando.

 

Franco, Franco, che combini? In un’officina adesso lavori, e lire sonanti nella tua saccoccia musicano le tue giornate. Ma Filomena?

 

E si sa, una cosa tira l’altra… Franco ama Filomena, ma il potere, il denaro, si sa… portano responsabilità. E certi brutti ceffi non vedono bene l’unione tra i due ragazzi.

 

Filomena non ci sta bene…se i piccioli ti vuoi accucchiare…non è lei che devi maritare…

 

Un’altra picciotta è messa in lista, è imposta da chi comanda. Il denaro conquista definitivamente Franco. E’ più importante di Filomena, la ragazza che ama. E fu così che un giorno, Franco sposò un’altra. A malincuore sposò un’altra…

 

23 maggio 1950

 

Palermo, ah che gioia rivederti felice. La guerra è finita. E le persone? Sono tutti allegri, spendono e spandono, vedono il futuro con felicità.

Franco da operaio è divetato proprietario. Adesso gestisce un’officina, proprio quell’officina in cui aveva iniziato a lavorare alcuni anni prima. Ma tutto ha un prezzo. Franco non è più libero, non risponde più a se stesso, ma ad altri, che stanno più su… più su.

Talvolta incontra Filomena, lei intanto si è sposata con un altro… dalla salute gracile. Un giorno Franco e sua moglie passeggiano su lungomare di Mondello, ma chi incontrano sulla stessa via?

 

Franco, che hai fatto… Con che occhi riesci a vedere la tua amata, che ti passa vicino con un altro uomo. E in quello sguardo, quello sguardo malinconico che lei ti lancia… si condensa il grande errore che hai commesso…

 

Ma intanto una gioia entra nella via di Franco. Carmelo nasce, il suo unico amato figlio…

 

Un fiocco azzurro nella porta di Franco… una ventata di freschezza… il pianto di un bambino…

 

23 maggio 1970

Ed eccoci ai giorni in cui questo spettacolo è ambientato… Franco è ricco, ricco ma sempre più infelice…

Il marito della povera Filomena è intanto morto… un brutto male l’ha portato via. E la moglie di Franco… ahi, poco dopo il parto è spirata… regalando a Franco la gioia di Carmelo…

 

Franco Franco… eri solo e non lo sopportavi. Un’altra donna hai sposato… ma quanti anni ha la tua consorte? Ahi,  Franco Franco…

 

Poco più grande di Carmelo è Rosalia. Ed ha sposato un uomo che 55 anni li ha compiuti da un pezzo… per denaro. Eh si…perchè Franco intanto è diventato ricco, è diventato uno che… conta.

Ma il destino non è mai regolare, non corre mai per una via diritta e liscia…

Due ragazze… le Biancofiore appaiono a Palermo. Creature magiche, creature provenienti da un’altra realtà ma sotto forma di dolci fanciulle seguaci del movimento dei Figli dei Fiori Eh si perchè a Palermo succedono anche queste cose…

E Carmelo si innamora di una di loro, e a Franco questo non piace, Franco continua a pensare ancora al suo denaro… al tuo tornaconto… finché, finché le Biancofiore non fanno visita anche a lui, al nostro buon Franco. E Franco allora comprende quanto sia importante suo figlio, e quanto sia importante per lui la povera Filomena… che amava, con cui da bambino correva sulla banchina dell’Acquasanta, e a cui ha dato il primo bacio…

 

Addio Biancofiore, mi hai riportato la felicità. Addio Biancofiore, con te va via la felicità.

 

E Francuzzo sposa Filomena… meglio tardi che mai si dice… meglio tardi che mai per non pentirsi, quando ormai è troppo tardi…

 

 

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