Riflessioni sul film “Bene ma non Benissimo” – Articolo di Kevin Manuel Rubino

Riflessioni sul film “Bene ma non Benissimo”

Ormai sono anni che sentiamo parlare di bullismo, tante sono state le iniziative promosse, ma tante sono ancora le questioni aperte. L’arte, però, può essere un efficace mezzo comunicativo, sia per i bambini, ma anche per i genitori. In questo contesto, s’inserisce il film di Mandelli, al suo esordio in regia, con tanto di cameo all’interno del film.
La risposta del film al bullismo è il sorriso, l’arma più efficace e dirompente contro i bulli, contro la violenza giovanile che colpisce in branco. I bulli si muovono spesso come gruppi di bestie feroci (da soli non sono altro che persone con carenze di affetto, con mancanza di amore nelle loro vite, e dunque ragazzi da aiutare) e tali son quelli del film, che tormentano il povero Jacopo, un ragazzino di una ricca famiglia, taciturno e molto timido.
Bene ma non benissimo, però, non è il banale film con tema sociale, perché il suo punto di forza (merito degli sceneggiatori) è il personaggio di Candida, una ragazzina di Terrasini, senza madre, costretta a trasferirsi con il padre a Torino. Nonostante una vita fatta di stenti e difficoltà di ogni tipo, la forza di Candida emana una tale energia vitale con il suo coraggio e con il suo sorriso che lascia un messaggio positivo ai bambini e ai ragazzini che vedono il film. Essi escono, infatti, dal cinema entusiasti e forti di una nuova bandiera da sventolare contro ogni forma di bullismo: la bandiera è bianca e vi è scritto “Candida”.
Candida rappresenta la via di fuga di Jacopo dai bulli, di cui anche lei diventa vittima, ma non si fa scoraggiare: reagirà col sorriso e con travolgente ironia, senza mai cadere nella banalità. Il personaggio di Candida è travolgente e non solo si fa carico delle questioni di Jacopo, ma riesce anche a trasmettere energia al padre disoccupato, interpretato da un impeccabile Rosario Terranova. Candida è il personaggio della forza vitale e della capacità umana di reagire alle difficoltà, ma il personaggio non avrebbe una tale energia senza un abile timoniere capace di navigare nelle acque agitate dell’arte cinematografica: il timoniere è Francesca Giordano, la quale, sebbene alla sua prima apparizione cinematografica (dopo l’esperienza televisiva ne “La mafia uccide solo d’estate”), riesce a sostenere con maestria il ruolo da protagonista. Trascinante, ironica, carismatica, una forza della natura, come ho letto in altre recensioni, senza la quale Candida sarebbe parsa un personaggio sterile, simile a tanti altri già visti, noiosi. Invece Francesca è accattivante e lascia un forte impatto, soprattutto ai bambini e ai suoi coetanei, che sicuramente trarranno beneficio dalla sua performance e dal suo personaggio.

Kevin Manuel Rubino

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