Diario di un “Giurino” di Vincenzo Liggio

Ma voi sapevate che la “Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica” è il Festival Cinematografico che si svolge annualmente a Venezia? E che il premio principale che viene assegnato è il Leone d’Oro? Si? Bene, allora saprete anche che da alcuni anni, all’interno del Festival, vi è una giuria composta da giovani ragazzi, studiosi di cinema, che giudicano i cosiddetti Classici Restaurati e i Documentari. Ah, questo non lo sapevate? Allora mi presento, sono Vincenzo Liggio, sono uno studente del DAMS di Palermo e sono uno dei ragazzi della giuria Venezia Classici, ovvero uno dei “giovani studiosi di cinema” e oggi vi racconto la mia esperienza.
Lunedì 6 Maggio, alle ore 16:40 ricevo la comunicazione di esser stato scelto per far parte della giuria di cui vi parlavo sopra. Vi lascio immaginare i salti di gioia, è talmente tanta l’emozione che svegliai mio padre che dormiva sul divano dopo una giornata stressante di lavoro. Subito presi il cellulare e chiamai mia madre, la quale felicissima non perse tempo e lo comunicò a tutti i parenti; nel giro di cinque minuti il mio cellulare sparava notifiche da tutte le parti e io rispondevo al fuoco come un giovane Rambo che spara nel tentativo di proteggere i suoi alleati. Ma a parte le cavolate, in quei giorni si respirava un’aria bellissima. Martedì 27 Agosto, il giorno prima della partenza, sinceramente ero molto emozionato e spaventato; avevo paura di non trovarmi bene, avevo paura di incontrare i miei colleghi giurati, le domande che mi passavano per lo più nella testa erano “Ma chissà se saranno simpatici?”, “Ma il mio coinquilino speriamo non sia stronzo…” e andando avanti così per un paio d’ore, facendomi percuotere da quei dubbi esistenziali che mi colpivano neanche fossi in un incontro di boxe. Ma ecco il giorno fatidico: Mercoledì 28 Agosto, ore 8:45 parto da Palermo per Venezia. Atterro in perfetto orario, spaccando il secondo, alle 10:35 all’Aeroporto Marco Polo di Venezia. Vi starete chiedendo, ma i dubbi esistenziali? Aumentavano sempre di più, fino a quando, una volta arrivato alla “cittadella” Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, conobbi i miei primi colleghi; le mie paure, i miei dubbi esistenziali sparirono nel nulla. In parole povere, mi sentivo a casa! Il primo giorno ci spiegarono un po’ quello che avremmo fatto e anche come avremmo dovuto giudicare; diciamo che poi i metodi di giudizio cambiavano da persona a persona. Il giorno successivo, dopo una bella scorpacciata di film, facciamo la conoscenza della nostra presidente di commissione: Costanza Quatriglio, regista cinematografica palermitana. Quel pomeriggio ci studiò a pieno; a uno a uno ci chiedeva di tutto, un quasi interrogatorio senza però luci sparate in faccia. Nei giorni successivi più o meno avevamo la classica routine: sveglia alle 6:00, almeno io perché sono lento, colazione al nostro bar di fiducia “Che Bon” e per le 9:00 circa eravamo tutti a firmare per dare la nostra presenza e così far partire la proiezione. Abbiamo visto la bellezza di 28 film, tra i 19 film restaurati e i 9 documentari! Sì… ogni tanto uscivamo dalle sale un po’ provati. Ma comunque tutto ciò non ci scalfiva: infatti, finite le proiezioni della commissione, carichi, andavamo alle proiezioni serali dei vari film in gara e non, presenti al festival. In questi giorni aumentavano le nostre conoscenze sul cinema e insieme a queste anche le amicizie; ho stretto dei bellissimi rapporti con ragazzi e ragazze di tutta l’Italia. Ognuno mi ha insegnato qualcosa e questo
qualcosa me lo porterò sempre nel cuore: il modo di osservare e giudicare un film, ma anche a intravedere per lo più gli aspetti umani delle tematiche trattate.
6 Settembre, giorno della delibera, si respirava un’aria pesante e non solo perché avremmo dovuto dire quali fossero i nostri vincitori, ma anche perché capivamo che tutto quello che stavamo vivendo stava per finire. Non vi nego che la delibera non fu facile; ognuno voleva portare il “proprio” film sul podio e le votazioni durarono parecchio, tra piccole scaramucce, ma anche tante risate.
7 Settembre, ultimo giorno… cercavamo in tutti i modi di non pensare che fosse proprio
quell’ultimo giorno che agli inizi sembrava lontanissimo. Dopo aver passato una mattinata bella piena alla Mostra della Biennale Arte, la sera ci ritrovammo tutti davanti alla residenza dove alloggiavamo, elegantissimi. Un attimo, e ci ritroviamo catapultati sul Red Carpet, e sentiamo una voce che invitandoci ad entrare dice “La Giuria di Venezia Classici”. Lo ammetto, le gambe mi reggevano a mala pena, ma cercavo comunque di darmi un contegno, finché vedo Paolo Baratta, il Presidente della Biennale Venezia, che decide di farsi una foto con noi e poi eccolo lì, quel muro con quel Leone d’oro disegnato, visto solo in TV e che sembra quasi salutarmi. Entriamo dentro la sala dove da lì a poco ci sarebbe stata la premiazione, dove avrebbero parlato attori del calibro di Luca Marinelli, per citarne uno; mi giro intorno e mi sento quasi stordito dall’emozione. I miei
colleghi, ormai amici, continuano a scattare selfie e fare storie su Instagram, ma io non riesco, mi sento stordito; eppure avevo promesso a mia madre di mandarle qualche foto, ma niente non ci riesco. Finita la premiazione, ci dirigiamo verso l’Hotel Excelsior dove ci sarebbe stata la cena di gala e la festa finale… Ed eccoci arrivati là, dove forse nessuno di noi sarebbe voluto arrivare: i saluti dei primi colleghi che decidono di andar via perché da lì a poco avrebbero avuto un treno o un aereo. E dopo, altri saluti, altri abbracci, ci abbracciavamo più di una volta, facendo finta di non esserci già salutati per allungare sempre di più quel sogno che stavamo vivendo.
8 Settembre, le 10:40 sono seduto in aereo e penso, tra qualche sbadiglio, ai giorni appena trascorsi, alle persone che ho conosciuto e con le quali ho stretto un legame veramente forte e che spero di rivedere presto, ai tanti film visti, che mi hanno fatto crescere e hanno fortificato la mia cultura sul cinema; penso ad ogni momento vissuto e sorrido, mi commuovo, rido come uno scemo riguardando i video sul cellulare… sono stanco, mi addormento nella speranza di rivivere ancora quel sogno.

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